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Le domande più frequenti:

💼 Come si suddivide l'economia in settori?

Il sistema economico si articola in quattro grandi settori che descrivono il percorso dalla materia prima al servizio avanzato.

  • Settore primario: raggruppa tutte le attività legate alla raccolta di materie prime: coltivazione, pesca, estrazione mineraria.
  • Settore secondario: riguarda l'industria e la trasformazione delle materie prime in prodotti finiti, come la manifattura e l'edilizia.
  • Settore terziario: include tutti i servizi immateriali: logistica, istruzione, finanza, comunicazione e cura della persona.
  • Settore quaternario: si concentra sui servizi ad alta intensità di conoscenza, come ricerca, informatica e telecomunicazioni.

Un insegnante privato può rendere questi concetti più concreti con esempi legati all'attualità economica.

💰 Qual è il prezzo di una lezione di economia a Napoli?

Il prezzo medio di una lezione di economia a Napoli è circa 20€/ora.

Questa tariffa può variare secondo:

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Confrontare diversi profili permette di trovare il miglior rapporto qualità-prezzo.

📈 Servono competenze particolari per studiare economia?

Studiare economia richiede impegno e costanza, ma non serve essere geni della matematica per ottenere buoni risultati.

  • Varietà di discipline: le materie sono diverse tra loro, il che obbliga lo studente ad adattare il proprio metodo a ogni ambito.
  • Approccio quantitativo: servono basi di matematica e statistica, ma le università offrono corsi di recupero per chi parte da zero.
  • Metodo di studio: mappe concettuali e casi pratici aiutano a collegare la teoria alla realtà economica.
  • Motivazione e interesse: chi segue l'attualità economica e finanziaria trova lo studio più stimolante e contestualizzato.

Con il supporto di un tutor esperto, anche gli argomenti più complessi diventano chiari e gestibili.

⭐ Che voto danno gli studenti ai professori di economia a Napoli?

I professori di economia a Napoli ottengono un voto medio di 5/5.

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Qualche consiglio per migliorare in economia a a Napoli

Economia a Napoli: una questione non proprio recente

I non economisti, da sempre, immaginano l’economia come una disciplina assai attigua al campo matematico: aritmetico, algebrico, statistico. I grafici e le colonnine di istogrammi, insieme a diverse curve, affollano la nostra mente nell’associazione immediata della disciplina economica a qualcosa di vagamente noto…

Eppure, l’economia, oltre a non ridursi a tutto questo, è nata molto lontana da tutto ciò.

E addirittura, la sua fatica nel rendersi disciplina autonoma si deve alla stretta prossimità -  ad una vera consanguineità, potremmo dire – con la riflessione filosofica!

Sorprendente?

Vediamo qualche dettaglio, prendendo spunto da uno dei tanti sviluppi del pensiero economico dalla rilevanza epocale.

Il contributo della scuola napoletana nella storia del pensiero economico

Nel corso del XVIII, la scienza economica, che finalmente inizia ad autonomizzarsi dalle altre discipline, assumendo finalmente una propria identità ed il diritto di figurare quale ambito di studio a se stante, vede il grossissimo contributo della scuola economica napoletana.

Gli studiosi napoletani di economia, in particolare, hanno a cuore determinati temi:

  • ricchezza e sviluppo,
  • valore e moneta,
  • vita civile economica,
  • economia civile.

I quesiti fondativi di questa riflessione epocale si situano sempre a cavallo tra filosofia ed economia o, meglio, tra filosofia politica e scienza economica.

Gli interrogativi più pressanti, attorno ai quali si articolano diversi filoni di risposte, riguardano:

  • Origine e necessità di un conflitto tra gli uomini
  • Basi e possibilità di una cooperazione fruttuosa tra gli uomini
  • Tipi di relazione tra felicità pubblica ed utile privato

Lezioni di economia aziendale: i nuovi temi economici introdotti a Napoli

I maestri del pensiero economico napoletano, in particolare, svilupparono categorie inedite, destinate a diventare proprie dell’analisi economica:

  • valore,
  • prezzo,
  • ricchezza,
  • moneta,
  • occupazione.

E che dire dell’attenzione dedicata al funzionamento dei diversi mercati? Che dire dell’isolamento di variabili come il mercato interno, scambio internazionale, lo sviluppo, la distribuzione, la tassazione, e l’inflazione?

Intuizioni precoci illuminarono gli apporti di Antonio Genovesi e Ferdinando Galiani, i quali, tuttavia, non furono soli nel dar lustro al pensiero economico napoletano ed italiano.

Alla scuola napoletana presero parte tutti i pensatori, gli intellettuali, non solo giuristi e filosofi, influenzati dalla rivoluzione scientifica e dallo sviluppo delle scienze naturali che imprimevano un corso nuovo al sapere: una visione economica “moderna” e decisamente innovante, rispetto al passato.

Naturalmente, il debito nei confronti dell’illuminismo francese fu, e resta, grandissimo.

In particolare, giovarono le teorie liberiste ed il pragmatismo politico.

Liberismo e pragmatismo in economia e politica della scuola napoletana

Gli economisti di Napoli affermano che il mercato deve essere libero da vincoli a carattere feudale. In ciò, chiaramente, si richiamano ai fisiocratici. Propongono, dunque, che si rimuovano gli ostacoli al commercio interno del grano.

La loro teorizzazione, però, resta tendenzialmente mercantilista, in favore degli interessi nazionali, ed elabora suggerimenti protezionistici per tutto quello che riguarda il commercio estero!

Le politiche economiche proposte a Napoli mirano alla crescita e allo sviluppo economico del Paese.

Tutti gli economisti napoletani, poi, sono concordi nelle proposte di politica tributaria: i prelievi fiscali vanno orientati maggiormente sulle rendite fondiarie, che sono certe e non verso i ceti dalla produttività incerta. In ciò, appunto, si ispirano alla fisiocrazia francese che, per prima, ha proposto di tassare il prodotto netto agricolo.

Gli apporti più teorici e generali, invece, danno luogo a posizioni anche molto diverse, all’interno del gruppo napoletano di studiosi di economia.

Galiani e Genovesi, per esempio, si dicono favorevoli al libero scambio di merci solo in determinanti casi, richiedendo l’intervento pubblico ed il protezionismo nel caso di contatto con l’estero.

Invece, Gaetano Filangieri spinge per il liberismo economico, aderendo alla politica del laissez-faire, laissez-passer in ogni quando e in ogni dove, ossia senza eccezione alcuna.

Lezioni di economia: voglia di approfondire il tema?

Se studi presso il Dipartimento Di Economia dell’Università Federico II a Napoli, sito nel Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo, hai probabilmente già avuto modo di assistere a qualche seminario specifico di storia del pensiero economico o di incontrare sul tuo cammino le biografie dei grandi economisti della tua città che hanno fatto la storia della disciplina.

Altrimenti, puoi sempre scegliere di iniziare adesso ad approfondire le tue conoscenze o dare sfogo alla tua curiosità per un cosiddetto “prodotto locale”.

Eccoti, allora, qualche titolo, che ti consentirà di passare da una semplice infarinatura sul tema, a conoscenze più vaste in ambito economico e di storia dell’economia. Tieni presente che esistono due possibilità: leggere uno o più manuali, saggi ed articoli che facciano il punto sulla teoria economica napoletana del settecento oppure recuperare direttamente gli antichi scritti principali pensatori della scuola napoletana di economia. Di seguito, ti consigliamo un po’ l’una e l’altra cosa, a partire da un saggio scritto ai nostri giorni:

- Gli economisti napoletani del Settecento e la politica dello sviluppo, di Mario De Luca, edito da Morano Napoli, 1969

- La scienza della legislazione, ristampa integrale della rara edizione del 1853, edito da Grimaldi, 2003

Di Antonio Genovesi, puoi leggere:

- Lezioni di Commercio, 1765, Napoli, Fratelli Simone,

- Della diceosina o sia del Giusto e dell’Onesto, 1795,

- Institutiones Logicae in usum tironum scripta, 1795, Editore Neapoli

Di Ferdinando Galiani segnaliamo:

  • Della moneta, 1751
  • Dialoghi sul commercio dei grani, scritto con Denis Diderot, 1770
  • La bagarre.

Leggere direttamente i testi originali di questi filosofi economisti è di certo una bella esperienza, se ci si senta già addentro alla storia dell’economia o della filosofia.

In giovane età, però, può capitare di trovare assai difficile la lettura di temi economici in una lingua ancora non del tutto apparentata con l’italiano conosciuto oggi. In base alla tua attitudine alla comprensione e alla tua passione, potrai scegliere di leggere delle critiche e delle sintesi di terzi o le opere realmente scritte dagli economisti napoletani di cui ti abbiamo parlato.

Tieni presente che on line trovi l’uno e l’altro tipo di materiale. E considera che anche i prezzi variano di molto. In certe circostanze, si reperiscono on line versioni antichissime di importanti testi, i cui prezzi si giustificano solo agli occhi di veri e propri cultori e intenditori. “Rovistando bene”, però, si riesce sempre a spuntarla anche con versioni super economiche. Insomma, cercare un testo antico può costarti anche 200 euro, se reperisci la primissima edizione. Puoi, invece, spenderne solo cinque se ti interessano solo i contenuti e ti accontenti di una modernissima ristampa o sintesi.

A te la scelta, il gioco deve valere la candela. E non sempre la passione per i contenuti giustifica un investimento eccessivo nelle forme fisiche di libro!

Ripetizioni di economia aziendale a Napoli: ti aiuta Superprof!

Se vuoi padroneggiare l'economia, sono utili anche delle lezioni con un insegnante con esperienza. Le ripetizioni di economia aziendale sono rivolte agli studenti delle scuole superiori e dell'università. Con le ripetizioni private in economia a Napoli lo studente potrà affrontare meglio le materie universitarie e dare esami o semplicemente fare i compiti. Un tutor di economia, online o in presenza, potrà dare un grande aiuto. Il docente potrà aiutare anche in materie affini, come diritto e matematica, oppure contabilità e bilancio, statistica e altre materie inerenti alla ragioneria.

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